Autore: CompagniaLeonardo

Locandina della manifestazione Teatro per passione

Teatro per Passione: un pomeriggio per celebrare insieme le Associazioni FITA Treviso!

“La Compagnia del Leonardo” è pronta a festeggiare il teatro con un evento imperdibile!

Se anche tu, come noi, ami il teatro, non puoi perderti il prossimo appuntamento: domenica 21 settembre 2025, la Federazione Italiana Teatro Amatori – FITA Treviso ci ha invitato a un grande evento per celebrare l’arte che tanto amiamo.

Saremo al Museo Santa Caterina di Treviso, a partire dalle ore 16.45, per un pomeriggio di spettacolo, monologhi, estratti di opere e, soprattutto, amicizia, per festeggiare insieme l’attività delle associazioni federate.

Sarà l’occasione per applaudire i successi di chi festeggia un compleanno importante: il 60° anniversario per la Compagnia Vittoriese del Teatro Veneto e il 20° per la Compagnia Teatrale Arte Povera e l’Associazione Teatrale Amatoriale Nugae Teatrali APS.

E ci saremo anche noi! La Compagnia Stabile del Leonardo avrà il piacere di presentarsi insieme agli amici di Soggetti Smarriti e Asolo Teatro.

L’ingresso è libero e gratuito. Ci vediamo a teatro, o meglio, al museo!

Il programma completo dell’evento:

  • ore 16.45: saluti istituzionali
  • ore 17.00: premiazioni degli anniversari delle Associazioni
  • ore 18.00: presentazione delle Associazioni (noi ci saremo!)

Per maggiori informazioni

La scuola dei mariti: una nuova produzione della Compagnia Stabile del Leonardo

La commedia di Molière, proposta dalla Compagnia Stabile del Leonardo, debutta il 21 febbraio al Piccolo Teatro di Padova con un cast straordinario e una regia coinvolgente.

La Compagnia Stabile del Leonardo presenta il suo nuovo spettacolo, La scuola dei mariti, una delle opere più celebri di Molière, in un adattamento originale e dinamico curato dalla regia di Alessandro Pietropoli. Il debutto è fissato per il 21 febbraio 2025, alle ore 21.15, al Piccolo Teatro di Padova.

La commedia, intrisa di comicità e riflessioni sulle dinamiche dell’amore e della gelosia, si sviluppa attraverso le disavventure di due fratelli, Aristo e Sganarello, che si trovano ad essere tutori delle due giovani sorelle Isabel e Leonora. Mentre Aristo si dimostra un tutore permissivo, Sganarello, già noto per le sue disavventure sentimentali, si trova coinvolto in una serie di situazioni ironiche e inaspettate. La trama esplora temi come l’inganno, la fedeltà e la lotta tra ragione e illusione, regalando al pubblico momenti di riflessione ma anche di risate.

Un intrico di risate, malintesi e situazioni imprevedibili, La scuola dei mariti è una commedia che sfida i confini della convenzionalità. I due fratelli Aristo e Sganarello, ognuno con il proprio approccio alla vita e all’amore, si trovano a gestire le giovani sorelle Isabel e Leonora, in un susseguirsi di eventi che mettono alla prova le loro convinzioni. La regia di Alessandro Pietropoli, insieme alla scenografia e ai costumi pensati per immergere il pubblico nell’atmosfera del XVII secolo, dona una nuova vita a questa intramontabile opera di Molière.

Il cast del nuovo spettacolo include Mariagrazia Franco nei panni di Isabella, Camilla Cavallarin come Leonora, Massimo Pietropoli in Sganarello, Alessandro Pietropoli in Aristo, Enrico Lorenzon come Valerio, Francesco Zanolla nei panni di Ergaste, e Giovanni Tiveron come Notaio.
Ogni attore porta al palco una vivacità che arricchisce la trama e dona una nuova interpretazione ai personaggi.

“Questo spettacolo sarà una vera e propria sorpresa per il pubblico. L’intensità e la comicità di Molière si intrecciano con una lettura moderna, ma fedele alla sua essenza. Il nostro obiettivo è quello di trasmettere la passione che permea quest’opera – dice il regista Alessandro Pietropoli – ma arricchendola di un messaggio nuovo, ma guardando alla sua visione originale con grande rispetto. Non vediamo l’ora di presentarvi questo spettacolo, che sicuramente saprà sorprendere e divertire. È un onore poterlo fare a Padova, in un teatro che è casa per tanti appassionati di cultura. La felicità di poter vivere questo momento con tutti voi è impagabile.”

Vi aspettiamo per un debutto imperdibile che promette risate, emozioni e riflessioni in un’atmosfera unica!

La magia del Natale con la Compagnia Stabile del Leonardo: il successo di “Il risveglio di Babbo Natale”

Emozioni, sorrisi e valori natalizi al centro della tournée che ha incantato bambini e famiglie in diverse città.

La Compagnia Stabile del Leonardo ha portato in scena il coinvolgente spettacolo “Il risveglio di Babbo Natale”, un’esperienza unica che ha unito magia, educazione e intrattenimento per i più piccoli. La tournée ha attraversato diverse località, da scuole e biblioteche a spazi dedicati alle celebrazioni natalizie, con repliche che hanno fatto emozionare grandi e piccini.

La prima replica si è svolta il 19 dicembre ad Asolo, per poi proseguire con grande successo in altre città del Veneto, tra cui Mestre, Cordignano, Ponzano e Vidor. Ogni rappresentazione si è conclusa con la possibilità, per i bambini, di incontrare Babbo Natale e i suoi elfi, trasformando la magia del palco in un ricordo indelebile.

“Il risveglio di Babbo Natale” è una lettura animata pensata per un pubblico dai 0 ai 10 anni, che combina fiabe e racconti natalizi della tradizione internazionale con momenti interattivi e divertenti.

Babbo Natale, interpretato da Massimo Pietropoli, è affiancato dai vivaci Elfa Gaia (Mariagrazia Franco) ed Elfo Rudolf (Francesco Zanolla), che con i loro giochi aggiungono umorismo e leggerezza.

Lo spettacolo, che alterna allegria e riflessione, trasmette un messaggio importante: il vero spirito del Natale si trova nei legami umani e nella condivisione, non nei beni materiali.

“Portare questo spettacolo in contesti diversi, dalle scuole agli spazi dedicati al Natale, è stata un’esperienza straordinaria – racconta Massimo Pietropoli, attore e regista dello spettacolo – La bellezza dell’incontro con i bambini risiede nella loro capacità di co-creare lo spettacolo con noi: le loro risate, le domande curiose e la meraviglia nei loro occhi rendono ogni replica unica. Gli abbracci e i sorrisi immortalati nelle foto di fine spettacolo sono il regalo più grande per noi. Vedere quella gioia sincera ci ricorda perché il teatro è un’arte così preziosa, capace di unire e di toccare il cuore di tutti.”

Note sugli attori

  • Babbo Natale: Massimo Pietropoli, ha saputo incarnare con dolcezza la figura simbolo del Natale.
  • Elfa Gaia: Mariagrazia Franco, ha coinvolto il pubblico con la sua energia travolgente e il suo spirito vivace.
  • Elfo Rudolf: Francesco Zanolla, ha conquistato i piccoli spettatori con simpatia e humor.

La Compagnia Stabile del Leonardo ringrazia tutti coloro che hanno partecipato e contribuito al successo di questa avventura natalizia, promettendo di tornare presto con nuove emozioni.

Sabato, Domenica e Lunedì

Compagnia Stabile del Leonardo, di Treviso
“SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ” di Eduardo De Filippo
Teatro dell’ ex Istituto Psichiatrico 19 novembre
di Lunari

Una bellissima sorpresa, questa compagnia di giovani di Treviso. Formatasi qualche anno ha al Liceo Leonardo – per l’interessamento attivo di due professori di lettere, Damian e Handjaras, appassionati di teatro – ha continuato ad operare anche quando tutti i suoi membri sono usciti dal liceo. Oggi è una grossa compagnia di più di trenta elementi, “amatori” nel senso più nobile del termine, che si dedica al teatro pur tra le mille difficoltà, naturali in chi nel contempo studia o lavora. Per quanto il discorso non possa che limitarsi allo spettacolo visto in questa occasione, sono tutti molto bravi e preparati, in pieno possesso dei “fondamentali”: parlano bene, pronunciano con chiarezza, senza abbandonare le parole dopo l’accento tonico, si muovono senza alcun impaccio sulla scena, sono stati insomma ben preparati. La compagnia è mediamente assai giovane (una delle attrici più “anziane” – mi si dice ha ventisei anni), il che naturalmente comporta delle limitazioni nel repertorio (anche se allo spettacolo in oggetto partecipa nel ruolo del “nonno” il professor Handjaras, che con i suoi quarantacinque o cinquant’anni fa opportunamente la figura di Matusalemme). Queste limitazioni non sono state però prese in considerazione in questa occasione: la compagnia di giovanissimi allestisce “Sabato, domenica e lunedì di Eduardo, e difficilmente una scelta potrebbe essere più inopportuna e sciagurata. I due protagonisti – Peppino e Rosa Priore – sono interpretati da Stefano Jannaccone e Isabella Ortica: giovanissimi, dalla carnagione freschissima, con un pizzico di borotalco tra i capelli, e il ricorrente tentativo di appari – con i gesti e con i toni “vecchi” tra i 50 e i 60, come il testo imporrebbe. Non v’è solo il fastidio di vedere questi camuffamenti, che oggi non sono più tollerati e che degradano la compagnia al livello di una compagnia oratoriale vecchia maniera: vi è anche il fatto, fondamentale, dell’impossibilità per un giovane di rendere l la pesantezza, la vecchiaia, il cinismo, il pessimismo, la stanchezza di vita, il livore che l’esperienza accumula. .. tutto insomma quel groviglio di sentimenti che fanno la sostanza dei personaggi di Eduardo, qui in particolare aggravati da tormenti di lontana eco pirandelliana e intimista (“Tutto per bene”, Baci perduti” …). Isabella Ortica è inguaribilmente giovane, carina e fresca. Rettifico: forse inguaribilmente no, poiché immagino che tra trent’anni – “guarita” dal suo attuale stato anagrafico – sarà meno giovane e
meno fresca: ma mentre la vedevo in scena, non potevo fare a meno di pensare al suo posto una Pupella Maggio o addirittura una Titina, e misurare l’assurdità del compito che le si richiedeva. Così, in particolare, al suo ingresso in scena nel terz’atto: così ancora, nel dialogo sotto-finale con il marito…
Ripeto: gli attori sono tecnicamente preparati: segno di un ottimo lavoro che probabilmente risale agli anni di liceo e di cui va dato pienissimo atto ai due prof. citati più sopra; ma mi chiedo quale sia la ragione della scelta di questo testo quando 2500 anni di letteratura drammatica mettono a disposizione testi perfettamente adeguati a una compagnia di giovani: cito a caso – nel genere comico – la Lisistrata di Aristofane, Molto rumore per nulla, e Misura per misura di Shakespeare, tutto il repertorio di Feydeau (di cui in effetti la compagnia allestirà “Sarto per signora”, il teatro dell’ Aretino, lo stesso “Anfitrione” di
Kleist, “Il candeliere” di De Musset, su un piano più farsesco “La zia di Carlo” di Brandon Thomas. Su un piano drammatico “Leonce e Lena” di Biichner, “Gioventù malata di Bruclmer, “Saved!” di Edward Bond, “Rosemary’ s Baby” di (mi sfugge il nome), “Brodo di pollo con orzo” di Arnold Wesker, “I diari” di Bertoli. Etc etc: sono sicuro che a pensarci bene salterebbero fuori molti altri titoli!
Quello che pensavo potesse essere un grave limite della scelta (e cioè a dire la questione dell’accento napoletano) non si è rivelato tale. Lo spettacolo adotta delle limitate cadenze napoletane, che potranno forse fare inorridire i napoletani doc, ma che per me – lombardo – vanno benissimo: danno un giusto sapore, senza suonare incredibile e senza eccessi. Una soluzione intelligente e assai funzionale.
Lo spettacolo ha alcuni difetti: anzitutto – il professor Handjaras mi dichiara la sua inesperienza in materia – il testo non si avvale di quell’opera di potatura che è sempre opportuna e che più che mai necessaria si manifesta per certi testi scritti per altre consuetudini teatrali. Il testo (che io non amo particolarmente, ma questo è irrilevante) è oggettivamente prolisso: ed il pubblico oggi non è abituato a spettacoli che superino le due ore: un certo prosciugamento del testo (nel terz’atto si parla per quattro o cinque volte del problema delle camicie e dei pedalini!) sarebbe andato a tutto vantaggio suo e dello spettacolo! Secondo difetto, una grossa approssimazione per quanto riguarda l’illuminotecnica: le luci sono maldestre (anche relativamente a quanto è lecito oggi attendersi dalle compagnie amatoriali) e le ombre che i personaggi proiettano sui muri sono molto brutte a vedersi. Nel terz’atto, infIDe, manca del tutto (ma questo sarebbe già una belluria) quel progressivo schiarirsi del giorno che accompagna il ritorno del sereno tra i coniugi. Terzo difetto: i costumi. Che non mi pare diano l’esatto sapore dell’ambiente piccolo borghese napoletano (fatto di maccheroni, di pummarola, di “donna Rosa”, di cuore in mano, di retorica strappalacrime, etc etc,) in cui la vicenda è collocata. I personaggi vestono “bene” senza quel che di troppo o di troppo poco che dovrebbe avere e che sempre avevano negli spettacoli di Eduardo. Peppino Priore e donna Rosa sono decisamente eleganti e di buon gusto: lo stesso è a dirsi del Luigi Janiello (il sospettato) che dovrebbe avere già nel vestito qualcosa di quella rettorica sentimentale o sentimentalistica (quasi da cavaliere spagnuolo!) che lo fa esplodere nel “nobile” discorso del second’atto. Questi costumi – aggiunti al fatto anagrafico – rendono ancora meno credibili e comunque meno giusti i personaggi.
All’attivo dello spettacolo: la regia muove assai bene gli attori, e usa con molta scioltezza e credibilità lo spazio scenico. Cosa tutt’ altro che facile con un testo che mette in scena ben diciassette personaggi, spesso quasi tutti contemporaneamente. La recitazione – come già detto – è ottima: non solo tra le parti maggiori (dove comunque spiccano Isabella Ortica, che qui porrei un gradino sopra tutti gli altri, Stefano Iannaccone, Marika Tesser, Alessandro Pietropoli e lo stesso Handjaras), ma anche per quello che riguarda le parti per così dire di secondo piano: dove, per non fare che un esempio, Giovanni Tiveron (se leggo bene il nome) traccia un piccolo capolavoro con il personaggio dell’erculeo Michele. Ma soprattutto pregio della recitazione e della regia è la “misura”con cui gli attori rendono i loro personaggi: non vi è un effetto di troppo, non vi è un tono sopra le righe. E la misura – si sa – è la cosa più difficile per un attore comico, la perdita della misura è la buccia su cui scivolano spesso anche i più grandi.
Questo conferma una cosa: la compagnia del Leonardo ha delle enormi potenzialità: sia per la bravura dei singoli e del gruppo sia per l’evidente “cultura” e il gusto di chi li dirige. Credo che sia un tributo di stima “sperare” che si trovino sette spettacoli di maggiore equilibrio in modo da poter escludere questa compagnia dalla rassegna della Maschera d’oro, dove la sua partecipazione non avrebbe quell’esito che le sue potenzialità le permetterebbero. Come per un campione sportivo, dopo un infortunio: che a volte vale la pena rimandarne il ritorno, per una maggior pienezza di mezzi. Quindi, nell’assoluta certezza che un prossimo spettacolo, su un testo più adeguato, potrà dare un risultato senza nessuna contro indicazione.

40 anni di Fita - I due gemelli veneziani

Celebriamo 40 Anni di Teatri con FITA Treviso: un pomeriggio indimenticabile al Museo Santa Caterina!

Siamo entusiasti di invitarti a un evento speciale per festeggiare i 40 anni di FITA Treviso! Unisciti a noi il [data dell’evento] presso il Museo Santa Caterina di Treviso per un pomeriggio ricco di emozioni, risate e arte teatrale. L’ingresso è libero e gratuito, e l’evento è patrocinato dal Comune di Treviso.

Un pomeriggio da non perdere: la giornata sarà all’insegna della cultura e della passione per il teatro, con una serie di spettacoli, monologhi ed estratti di opere che metteranno in luce il talento delle associazioni teatrali di FITA Treviso. Questo è il nostro modo di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al successo e alla crescita del teatro amatoriale nella nostra regione.

Ecco cosa ti aspetta nella scaletta degli eventi al Museo:

  • 16:30 – Apertura dei festeggiamenti e saluti delle Autorità
  • 16:45 – Compagnia Oberon Bottega delle Arti
  • 17:00 – Compagnia AquaAlta
  • 17:20 – Compagnia TrevisoTeatro
  • 17:40 – Compagnia Teatrale Arte Povera
  • 18:00 – Compagnia Stabile del Leonardo
  • 18:20 – Compagnia Teatro d’Arte Spresiano
  • 18:40 – Compagnia TeatroRoncade
  • 19:00 – Saluti di chiusura

Ma non è tutto! In contemporanea, nella piazza antistante il Museo, potrai divertirti con la Compagnia La Corte dei Miracoli e il loro spettacolo di burattini “I Burattini quintini”, e l’Associazione Teatrale Amatoriale Nugae Teatrali APS.

In scena: “I Due Gemelli Veneziani”

Non perdere la nostra performance speciale di “I due Gemelli Veneziani”, una commedia frizzante di Carlo Goldoni. La trama ruota attorno a Tonino e Zanetto, due fratelli gemelli separati alla nascita e molto diversi tra loro. Tonino, abile e affascinante, vive a Venezia, mentre Zanetto, goffo e benestante, risiede nella campagna bergamasca. I due si ritrovano a Verona, ignari l’uno dell’altro, dando vita a una serie di esilaranti equivoci e disavventure.

Dettagli della Produzione:

  • Regia: Alberto Moscatelli e Alessandro Pietropoli
  • Scene: Alessandro Pietropoli, realizzate da Dino Zorzenon
  • Costumi: Michela Vanin e Alessandro Pietropoli, realizzati da Giorgio Tempesta
  • Musiche, Luci e Fonica: Luca Favaro

Personaggi e interpreti principali:

  • Dottor Balanzoni: Giovanni Tiveron
  • Rosaura: Elisa Braido
  • Pancrazio: Francesco Zanolla
  • Zanetto: Massimo Pietropoli
  • Tonino: Alessandro Pietropoli
  • Lelio e Florindo: Niccolò Gasparetto
  • Beatrice: Michela Vanin
  • Brighella: Sara Tozzato
  • Colombina: Erica Reitano
  • Arlecchino: Nicola Cendron
  • Barghello: Enrico Lorenzon

Unisciti a noi per celebrare questo traguardo speciale e vivere una giornata all’insegna del teatro e della cultura!
Non vediamo l’ora di festeggiare con te!

Bella prova al San Marco della Compagnia Stabile del Leonardo.Una scommessa da ex liceali negli aforismi di Oscar Wilde.

Vicenza. "L'importanza di essere Franco", ma anche l'importanza di fare teatro a scuola. La Compagnia Stabile del Leonardo che a Fitainsieme del San Marco ha presentato una riuscita versione del capolavoro di Oscar Wilde è nata appunto dall'esperienza di un gruppo di studenti del liceo "Da Vinci" di Treviso che dopo il 1992, ottenuta la maturità, hanno deciso di proseguire l'avventura artistica.

Read More